Apertura – L’attesa è finita!

21 Settembre 2015

Abbiamo trascorso l’apertura 2015 con Livio Mela, ispettore capo di Polizia e grandissimo appassionato di caccia agli acquatici dal capanno. Il suo appostamento fisso, che condivide con alcuni soci e amici, è a Noviglio nella pianura milanese. È una struttura davvero notevole sulla sponda di un campo piuttosto grande che viene riempito di acqua già ai primi di agosto per abituare la selvaggina.

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L’attesa dal capanno, l’ispettore Livio Mela ci ha aperto le porte dell’appostamento di Noviglio e abbiamo scoperto un mondo incredibile, fatto di colori e sensazioni rare, tutte da assaporare in rigoroso silenzio.

Ci ha raccontato tanti segreti acquisiti in anni di paziente attesa. “Da bambino a Brindisi, mia città di origine, svela Mela – mio papà mi faceva mettere gli stampi di legno. Così ho imparato come ordinarli negli stagni. Il consiglio che mi piace impartire ai più giovani è: state dietro a chi ha più esperienza e guardare con attenzione, chiedete sempre qualsiasi cosa. I veri cacciatori hanno la sensibilità e la capacità di trasmettere le proprie conoscenze affinché il nostro patrimonio culturale non vada disperso. Siamo i custodi dell’ambiente e dobbiamo comportarci di conseguenza”.

Bisogna avere grandissima passione e una dote rara al giorno d’oggi: la pazienza: “Sappiamo che il momento nel quale arriviamo qui il giorno dell’apertura è carico di aspettative – spiega Mela -. A volte capita al mattino presto di aprire la tenda e vedere le ombre delle anatre diventare sempre più nitide mano a mano che il sole si alza. Impossibile rimanere indifferenti di fronte a uno spettacolo del genere. Altre volte arriviamo e non c’è niente… pazienza”. Ecco che questa parola ricorre ancora una volta. “Esatto – dobbiamo fare tesoro dell’attesa, perché sarà ripagata la prossima volta!”.

Ma l’apertura è anche un momento “ufficiale”. Ecco perché abbiamo interpellato Franco Zoller responsabile del servizio faunistico della Città Metropolitana di Milano (ex Amministrazione Provinciale): “Tutto sommato è stata una buona giornata di caccia, la selvaggina si comportava bene aiutata anche dalla bella giornata di sole. Peccato solo per quegli incidenti avvenuti nelle campagne lombarde. Raccomandiamo la massima attenzione in ogni situazione. Bisogna sempre tenere presente che i fagiani novelli volano molto bassi”.

 


Il capanno visto da lontano. Il mimetismo è un fattore fondamentale per una struttura di questo tipo che non deve essere notata dagli occhi fini degli acquatici… Si notino le gabbie con i richiami vivi. Per fare un buon lavoro bisogna pasturare molto e con astuzia. Con il mangime bisogna realizzare delle strisce perpendicolari al capanno che aiutino la naturale tendenza a mettersi “in fila” di questa selvaggina.

Stampi fissi e mobili, le ali di questo frullano continuamente. L’effetto è strabiliante anche per l’occhio umano.

Volano e si posano proprio davanti a noi. Che momento! Queste erano però troppo lontane.

Un sistema di chiuse regola il livello dell’acqua che può crescere quando la pioggia cade abbondante. A proposito di pioggia, noi abbiamo avuto la fortuna di essere baciati dal sole, ma come non rimanere affascinati di fronte allo spettacolo di una attesa sotto la pioggia. Chi pratica questa caccia lo sa bene. Per non parlare delle gelate e colorate albe invernali!

Il carniere a fine giornata.

Raccogliere sempre le cartucce vuote prima di tornare a casa.

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