Apertura nella macchia – Cinghiali cercansi

16 Settembre 2017

– di Alessandro Magno Giangio –

La caccia al cinghiale, in qualsiasi forma praticata, presuppone un enorme lavoro preliminare al fine di stabilire la presenza, l’ubicazione e i movimenti di questo animale. Faccenda difficile, resa ancor più complicata dalle sue spiccate abitudini notturne e dalla eccezionale adattabilità ai cambiamenti di clima e di disponibilità di cibo.

Qualsiasi forma di caccia agli ungulati prevede la conoscenza, da parte del cacciatore, di quelle che sono le abitudini dei selvatici. Significa, principalmente, riuscire a stabilire con precisione i seguenti dati: dove gli animali hanno stabilito le loro dimore fisse per la fase di riposo (nel caso del cinghiale, le lestre o rimesse); dove si trovano, al momento, le loro principali fonti di cibo; l’esatta ubicazione dei sentieri (trottoi) più impiegati dagli animali per compiere il tragitto tra le rimesse e le fonti di cibo e viceversa.

E, ancora, l’ubicazione degli altri luoghi maggiormente frequentati dagli animali, durante il resto del tempo a loro disposizione al di fuori del riposo, della pastura e dagli spostamenti, ovvero, sempre nel caso della specie cinghiale, gli insogli, i grattatoi e i giacigli, nonché dei trottoi che da questi luoghi li porteranno alle fonti di cibo o che li riporteranno alle rimesse…


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Stagione Caccia – Cinghiale

 

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