Bracco Italiano – Due battute con l’allevatore Danilo Rebaschio

26 ottobre 2017

Chi ama la cinofilia di certo conosce le doti dell’allevatore-dresseur di Bressana Bottarone (PV), Danilo Rebaschio, titolare da più di 30 anni dell’affisso dell’Oltrepò. Allievo di Rino Vigo che gli ha insegnato la professione, si dedica ai cani con una rara passione: dal suo allevamento escono cuccioli di bracco italiano, pointer e breton di alta genealogia.

Siamo andati a trovarlo e gli abbiamo chiesto come sta il BRACCO ITALIANO in questo momento.

“La razza è in salute anche se siamo ancora lontani dalla perfezione – ha detto Rebaschio a www.cacciain.it – con il lavoro sulla genetica negli ultimi decenni abbiamo portato il bracco italiano ad essere un buon cane dal punto di vista morfologico e atletico, con doti venatorie eccellenti. Sono state anche debellate le malattie della pelle, che sono state un vero tallone d’Achille per decenni”.

Nel 2016 nei libri di origine dell’Enci sono stati registrati in totale 788 soggetti (+7,7% rispetto all’anno precedente), oscillazione in positivo che fa ben sperare per il futuro.


Danilo Rebaschio con Pamela dell’Oltrepò
che nell’immagine di copertina ci mostra
il suo trotto tipico

“Se dovessi fare un bilancio – sempre le parole dell’allevatore-dresseur – direi che possiamo essere soddisfatti, anche se non dovremmo mai accontentarci. Negli ultimi tempi abbiamo assistito anche a un cambio di rotta: mentre una volta questi soggetti venivano impiegati prevalentemente a caccia, oggi vengono anche scelti come cani da compagnia. Un fattore importante per quanto riguarda la morfologia, ma che penalizza un poco l’aspetto del lavoro”.

Breve storia del Bracco Italiano
Selezionato per secoli nel nostro paese è un cane adatto alla caccia della selvaggina da piuma che una volta veniva effettuata con l’aiuto delle reti e poi con le armi da fuoco. Già nel 1300 veniva raffigurato in affreschi nei quali venivano evidenziate le caratteristiche di esemplare da ferma.

Nel 2016 nei libri di origine  sono stati iscritti 732 soggetti : 561 bianco arancio e 227 roano marrone. Per  vedere il grafico dell’ENCI con le statistiche degli ultimi anni cliccate sotto:

Lo standard in pillole
Costruzione forte e armonica con aspetto vigoroso. Preferiti i soggetti con arti asciutti, muscoli salienti, linee ben definite nonché testa scolpita con evidente cesello sub-orbitale, elementi questi che conferiscono distinzione alla razza. L’altezza al garrese varia fra i 55 ed i 67 cm. La lunghezza del tronco è pari all’altezza al garrese o legger mente superiore. Lunghezza totale della testa pari ai 4/10 dell’altezza al garrese, la sua larghezza misurata alle arcate zigomatiche è inferiore alla metà dela lunghezza totale: cranio e muso di pari lunghezza. Resistente ed adatto a qualsiasi genere di caccia, serio, intelligente, docile con grande capacità di apprendimento. (Per lo standard: fonte ENCI)

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