Caccia di selezione – I magnifici SEI

1 agosto 2017

 – di Alessandro Magno Giangio – 

Negli ultimi anni gli ungulati nostrani hanno stuzzicato la passione di tanti cacciatori, ma hanno strutture fisiche e abitudini differenti. Ecco come insidiarli.

Aspetti etici e morali e tecniche di caccia
I principi e i criteri che vincolano la caccia di selezione riguardano sia aspetti etici e morali (l’abbattimento pulito dell’animale, in buona sintesi) sia le varie tecniche di caccia, le specie di selvatico insidiato, le distanze presunte di tiro, l’ambiente in cui si opera, le diverse stagioni in cui si può cacciare, sino ad arrivare alle abitudini, alle consuetudini e alle tradizioni del luogo nel quale si va a caccia. I nostri sei ungulati, capriolo, camoscio, daino, muflone, cervo e cinghiale, possiedono strutture fisiche assai differenti l’uno dall’altro; frequentano spesso ambienti notevolmente diversi; si cacciano con tecniche tipiche per ciascun ambiente e in conformità alle diverse abitudini delle varie specie, talvolta simili, ma mai assolutamente uguali; si possono e si devono cacciare seguendo regolamenti e leggi spesso difformi tra loro, non solo da regione a regione, ma spesso tra ATC o CA confinanti, alcune delle quali riguardano proprio il tipo di arma, il genere di calibro, la tipologia di ottica e, addirittura, il numero massimo d’ingrandimenti proprio dell’ottica, consentite a caccia.


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Stagione Caccia – Apertura 2017

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