Cinofilia – Prova per cani da ferma su cinghiale, in Sardegna diventa realtà

1 Aprile 2019

I puristi della cinofilia potrebbero storcere il naso, ma noi di Cacciain dobbiamo rendervi conto di una prova organizzata in Sardegna da un gruppo di appassionati: Giuseppe Pranteddu, Alessandro Brighi, Matteo Luzzatti insieme con i loro collaboratori, hanno allestito il primo trofeo per cani da ferma su cinghiale che si è svolto nell’azienda turistico venatoria Il Muto di Gallura di Aggius (OT).


Il primo premio

Questa che potrebbe essere considerata una provocazione è diventata quasi una necessità sull’isola poiché da quelle parti (e non solo, osiamo dire) l’utilizzo dei cani da punta per la caccia al cinghiale è diventata ormai una consuetudine dovuta, secondo i promotori della manifestazione: “a una caccia che è cambiata a causa, in alcune zone, della riduzione di selvaggina stanziale, da calendari venatori vessati da ricorsi al Tar promossi dalle associazioni ambientaliste, e dalla carenza di migratoria rappresentata solo dalle beccacce e dalle quaglie. Eccoci allora in soccorso degli appassionati che vogliono allungare il periodo di utilizzo del cane”.

La prova della quale vi raccontiamo non è un tentativo di snaturare le razze, ma uno sforzo che ha la funzione di convogliare l’istinto dei cani su una selvatico “non convenzionale”.


Da sinistra: Giuseppe Pranteddu, Antonio Arru, Andrea Piras
e Davide Morelli

Quando si tratta di prove cinofile per prima cosa c’è bisogno di un regolamento che in questo caso era molto simile a quello di una “normale” manifestazione con i cani da ferma: attenzione puntata da parte del giudice sul metodo di cerca, sul collegamento cane-conduttore, sullo stile di razza, sulla presa di punto e ferma, sul comportamento nei confronti del selvatico.

Nell’occasione a giudicare i concorrenti c’era Andrea Piras, conosciuto per le sue imprese nella disciplina del Sant’Uberto, il quale, grazie all’esperienza conquistata sui terreni di tutta Europa, ha saputo mettersi al servizio dei partecipanti con naturalezza e competenza.

Alla prova per cani da ferma su cinghiale hanno partecipato 6 continentali e 8 inglesi, un numero piuttosto elevato che ha costretto gli organizzatori a rifiutare anche qualche iscrizione dell’ultimo minuto.

Fra i partecipanti anche Bora, korthals di Davide Morelli che ha regalato una rara emozione a tutti quando ha segnalato il cinghiale con una ferma davvero degna di nota.

Bello il recinto di 30 ettari composto da sugherete e roveti con una discreta quantità di acqua: utile per il benessere dei cinghiali e per quello dei cani che hanno corso nelle ore più calde.

Classifiche

Inglesi
con punti 39 – Ilario Spanu con Red (Setter)
con punti 38 – Paolo Cugia con Gold (Setter)
con punti 37 – Francesco Oppo con Messi (Setter)
con punti 36 – Roberto Bulla con Sheik (Setter)
con punti 30 – Giovanni Tilocca con Cos (Setter)
con punti 27 – Gianni Gaias con Kim (Pointer)

Continentali
con punti 36 – Davide Morelli con Bora (Korthals)
con punti 34 – Iginio Muzzo con Zoran (Kurzhaar)
con punti 24 – Antonio Arru con Delicara (Kurzhaar)
con punti 20 – Davide Morelli con Roko (Korthals)
con punti 20 – Leonardo Rubattu con Coban (Breton)

Il 1° premio assoluto “il re del muto” a Ilario Spanu con Red (setter inglese), a loro in custodia fino al prossimo anno, il trofeo realizzato dall’artigiano Alessio Mascia (Arkiles & Sonazzas) con la collaborazione di Giuliano Milana.

Fonte: Ars Venandi

In copertina: Il giudice Andrea Piras con Alessandro Brighi e Giuseppe Pranteddu fotografati insieme con Ilario Spanu (e il setter Red) e Paolo Cugia (e il setter Gold)

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