Cronaca di una battuta al cinghiale Buona la seconda, grazie ai segugi

25 settembre 2018

 – di Federico Cenci – 

Le capacità, le astuzie e la maestria del singolo cacciatore o segugio spesso sono passate in secondo piano a causa dai grandi numeri che fanno parte del contesto della maggior parte delle battute.

Ad ogni modo, da qualche anno a questa parte per tutta una serie di motivi, che magari tratteremo in un prossimo appuntamento, in molte zone i cinghiali sono diminuiti e per mettere in piedi battute capaci di regalare soddisfazioni a tutti, occorrono segugi capaci di fare la differenza e cacciatori smaliziati e davvero competenti.

Anche dalle mie parti (Quercianella, LI) l’anno passato non è stato fra i migliori, i cinghiali scarseggiavano e quei pochi rimasti erano oltremodo scaltri e decisi a vendere molto care le loro setole

D’altra parte non è una novità, in molte realtà del nostro Belpaese i cinghiali sono diminuiti, e gli straordinari carnieri di qualche anno fa sono solo un bel ricordo ravvivato magari dalle tante foto scattate a fine battuta.

A riguardo di quanto scritto sopra voglio raccontarvi una delle più belle cacciate della passata stagione, durante la quale, grazie alle gesta di un paio di segugi e alla volontà dei canettieri, avemmo la fortuna di vivere momenti di caccia d’altri tempi.


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chiedete al vostro edicolante
Stagione Caccia – Cinghiale

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