Fidasc – Cinghiale, Massimiliano Pignoloni Campione Italiano per conduttori di mute con i Segugi del Giura

29 Aprile 2015

Si è da poco concluso il 15° Campionato Italiano per conduttori di mute della Categoria A che ha riservato molte conferme e alcune sorprese. Per prima cosa ci preme evidenziare che si tratta di un Campionato per giovani, come Massimiliano Pignoloni, nuovo Campione Italiano che, ad appena 28 anni, è riuscito a mettere le mani sul titolo forse più prestigioso di questa affascinante specialità della cinofilia venatoria con la sua muta di Segugi del Giura.

Massimiliano Pignoloni premiato dal professor Beppe Migliorini, siamo nella tenuta di Capocontro a Civitella in Val di Chiana

Massimiliano Pignoloni premiato dal professor
Beppe Migliorini, siamo nella tenuta di Capocontro
a Civitella in Val di Chiana

Purtroppo, bisogna registrare l’assenza delle razze italiane non solo sui tre gradini del podio ma nella stessa rosa dei 12 finalisti arrivati fin qui dopo un percorso che ha visto protagonisti ben 840 cani partecipanti alle varie eliminatorie previste dal: 3 dal Nord Italia (Genta-Rizzo, Tarantola-Rava e Guglielmetti); 6 dal Centro (Barbanera, Bonanni, Natali, Brufani, Brunacci e Pignolini); 2 dal Sud, in cui è inserito anche il Lazio, (Cassino e Fiorucci); e infine 1 dalla Sardegna (Addis).

Ma al predominio assoluto delle razze estere: 4 mute di Briquet Griffon Vendéen; 2 di Grand Bleu de Gascogne; 2 di Segugi del Giura; e 1 ciascuna di Segugi Svizzeri, Griffon Nivernais, Ariégeois e Anglo-Francesi ha fatto eco la presenza di un numero sempre più elevato di giovani conduttori coadiuvati da moltissimi ragazzi che rappresentano l’entusiasmante serbatoio della cinofilia italiana.

Tra le conferme c’è stata quella riguardante la sicurezza degli ausiliari. Purtroppo, infatti, Paola Tarantola con la sua muta di Segugi svizzeri è incappata in un sorteggio davvero sfortunato vedendosi assegnata, al secondo turno del 25 aprile, la zona del “Riservino” a Collacchioni, dove un solengo dal pessimo carattere durante un “a fermo” corale ed emozionante, ha ferito 5 dei sei soggetti (due in maniera davvero seria) e poi ha anche caricato due collaboratori. L’episodio, come ha avuto modo di rimarcare giustamente il vice presidente vicario Domenico Coradeschi, ha dimostrato in maniera evidente quanto sia stata azzeccata la collaborazione con la Browning-Winchester che ha fatto di questa problematica una delle sue principali filosofie aziendali, promuovendo, su iniziativa della Fidasc un importante convegno nel corso del quale sono stati presentati i giubbetti di ultima generazione inventati e prodotti da Laurent Canò.

La 15ª edizione del Campionato, che nelle prime due giornate ha visto la presenza significativa del presidente Felice Buglione, si è dipanata su un territorio di circa 10.000 ettari, ricadente in quattro comuni della Val di Chiana e della Val Tiberina: Anghiari, Pieve Santo Stefano, Monte San Savino e Civitella in Val di Chiana, e ha coinvolto oltre 150 i collaboratori, tutti volontari, sono scesi in campo per garantire assistenza ai giudici nelle delicate fasi del controllo e ai conduttori nel recupero dei cani a fine turno.

In particolare, a ospitare le varie “sciolte”, sono state alcune fra le aziende faunistiche più antiche e famose di questo angolo della Provincia aretina: “La Barbolana” del Dr. Giancarlo Lippi con la regia la regia di Mauro Bergamaschi; Collacchioni, storica Zona Federale; Gargonza, del Conte Guicciardini; il Consorzio “S. Ercolano-Celere” presieduto da Carlo Ferrini e l’Azienda Capocontro del professor Beppe Migliorini che oltre due turni di domenica 26 ha, come di consueto, ospitato magistralmente anche la cerimonia della premiazioni e il pranzo di chiusura.

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