Fra storia e realtà – La Torre, squadra di cinghialai che ci sanno davvero fare

2 Ottobre 2017

– di Gigi Foti –
In Toscana la Fraternita dei Laici, istituzione medioevale, ha lasciato in comodato d’uso alcune strutture antiche a una squadra di appassionati cacciatori di cinghiali che fin dagli anni ’70 si ritrova in un casolare antico. I membri de La Torre lo hanno ristrutturato con pazienza e capacità, così da tramandarne il fascino fino ai giorni nostri. E si sono anche impegnati a riportare in vita i resti di un tratto di strada ormai quasi dimenticato.

Questa non è una storia di caccia bensì una “Storia della caccia”. Sì, perché di storie la caccia ne ha raccontate sin dal nostro inizio sulla Terra e tante ne racconterà, radicata dentro al nostro animo com’è ancora – per fortuna! – soprattutto in molti luoghi di incredibile bellezza, quasi a voler aggiungere lustro al già tanto lustro.

E allora andiamo con la nostra breve storia alle pendici del colle dominato da Civitella della Chiana, roccaforte romana, longobarda, poi del Vescovo d’Arezzo, quindi di Firenze. Tragicamente nota in tempi a noi più vicini per l’omonimo eccidio nazista in cui vennero trucidati 244 dei suoi 8.000 abitanti. Dall’alto del suo colle si domina buona parte della Val di Chiana, terra oggi fertilissima, strappata ad acque mortifere con lavori incredibili che videro all’opera Etruschi, Romani, e persino Leonardo e così fino ai Lorena con la bonifica definitiva.

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