Incontri particolari – I segreti dei nostri cani nei pensieri di allevatori e giudici

19 luglio 2018

– di Gigi Foti –

Deve saperle tutte
per essere il migliore
“Il mio è migliore del tuo…”. In cuor nostro quante volte l’abbiamo pensato? Siamo sinceri, nel mondo della caccia di casa nostra, la competitività quando si tratta dei cani – non soltanto per quanto riguarda le prove – raggiunge spesso livelli che fanno perdere di vista le effettive qualità e soprattutto le potenzialità di questa o quella razza, di questo o quel soggetto.

Il mio cane è migliore del tuo… e spesso, con questo mantra, si perde di vista la realtà, con risultati disastrosi.

Per esempio: il collegamento. Certamente! noi abbiamo il pallino del collegamento! Crediamo che a caccia questa dote siail 90% dell’azione.

Quel filo invisibile che collega il cane al suo cacciatore-conduttore, dote che purtroppo ci sembra poco sollecitata (o compresa?) in tantissimi soggetti che abbiamo visto al lavoro spesso in prova e, purtroppo, anche a caccia.

Indubbiamente abbiamo osservato tanti cani corti il giusto lavorare anche nello sporco più duro, come certi breton indiavolati, ma che non perdevano mai il contatto con il cacciatore anche nelle situazioni più complicate: nei fossi o nell’acqua.

Anche lo springer, per la cerca, è abbastanza collegato, ma tende a essere troppo esuberante e a volte un poco indisciplinato se non dressato a dovere.


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chiedete al vostro edicolante
Stagione Caccia – Apertura 2018

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