La proposta del nostro esperto. Cacciatori: ritorno al futuro

26 settembre 2018

Ambiente “violentato” da discariche abusive, colture estensive non sempre finalizzate all’incremento faunistico e spesso saccheggiate dalle specie invasive, drastica riduzione di molte popolazioni di uccelli e impoverimento della fauna ittica: questo è lo scenario che oggigiorno, purtroppo, caratterizza negativamente il nostro patrimonio naturale.

In tale contesto la nostra figura potrebbe davvero fare la differenza.

Un “nuovo cacciatore” che dovrebbe naturalmente essere formato (attraverso corsi specifici) e che diverrebbe una figura istituzionale in grado di coadiuvare, in parte autonomamente e in parte gestito da dirigenti, altre figure giuridico istituzionali (come i Carabinieri Forestali) andando a esercitare attività paragonabili a quelle della guardie campestri del dopoguerra o, guardando ai giorni nostri, eguagliando il ruolo dei cacciatori nei Paesi dell’Est o del Nord Europa.

Per quale motivo infatti non pensare che, come là avviene già da tempo, anche nel nostro Paese possano costituirsi micro allevamenti “sociali” gestiti da piccoli gruppi di cacciatori finalizzati all’immissione e all’allevamento di selvaggina (poca, ma di buona qualità), sotto la direzione di Medici Veterinari appositamente preparati…

Per leggere l’articolo completo
del veterinario Nico Tavian
chiedete al vostro edicolante
Stagione Caccia – Cinghiale

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